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Formazione e Carriere Food Management: intervista a Stefano Capelli

Gentile Stefano Capelli,

innanzitutto grazie per la sua disponibilità a intervenire nella rubrica “Formazione e Carriere” di CSQA — Scuola di Management Agroalimentare.

Qual è la sua attuale posizione lavorativa?

“Ad oggi sono responsabile export per l’azienda Bomè S.r.l. . Essa nacque negli anni Sessanta come piccola macelleria e ha conosciuto poi, nel tempo a venire, importanti sviluppi sino a diventare punto di riferimento come produttore di salumi tipici di alta qualità, Speck e Carne Salada in primis, del nostro territorio Trentino.” 

Quali sono gli aspetti critici che caratterizzano il suo ruolo professionale (necessità di competenze e caratteristiche personali)?

Abbracciare il mondo – e lo dico nel vero senso della parola – presuppone un’inclinazione al contatto, allo scambio e al dialogo con lingue, culture e realtà spesso molto lontane e distanti dalla nostra. A tal proposito si rivelano necessarie competenze trasversali che permettano di analizzare e contestualizzare il mercato di riferimento: conoscenza storica, politica, economica e sociale sono senz’altro attrici protagoniste. Non da meno, poi, vanno considerate questioni estremamente rilevanti quali i requisiti sanitari, quelli di etichettatura, di confezionamento e imballaggio e infine le procedure doganali. Per questo motivo la voglia di imparare, di scoprire e la curiosità viva e perennemente accesa rappresentano a mio avviso un modus operandi ben centrato: il dinamismo è caratteristica che rende infatti attuabile e plasmabile ciò che si vuole creare ad hoc raggiungendo la meta che ci si prefissa.”

Quali ritiene siano stati i fattori di maggiore importanza nel suo sviluppo di carriera? In particolare, potrebbe descriverci gli aspetti più significativi in termini di esperienza lavorativa che hanno maggiormente contribuito alla sua crescita?

“Le competenze prettamente teoriche che noi acquisiamo nel tempo si realizzano in toto una volta applicate on site, sul campo di gioco. È quindi evidente e utile, perché imprescindibile e inevitabile, una fase iniziale di back office, di affiancamento mirato che definirei esplorativo: una sorta di viaggio nel quale per un certo periodo non si è il capitano al comando della nave bensì un semplice – ma attento e acuto – passeggero che osserva, coglie e immagazzina quanto più possibile dalle voci dell’esperienza che lo circondano e accompagnano. Personalmente credo che la chiave del successo per spiccare il volo da sé risieda proprio qui, ovvero nel saper dapprima raccogliere, per combinare e fondere in seguito, richiamando un noto proverbio, pratica e grammatica. E accade metaforicamente così, staccando il cordone ombelicale, che si inizia ad essere autonomi e a fare proprie responsabilità che si acquistano con l’impegno, la dedizione e l’ambizione e si guadagnano con la fiducia riposta nella persona: non si dà al fine di ricevere ma si riceve per quel che si è dato.”

In chiave formativa, invece, quali sono stati gli eventi più importanti a cui ha preso parte e che impatto hanno avuto sul suo sviluppo professionale o di carriera? 

“Un background universitario è stato senz’altro fondamentale per avere a disposizione degli strumenti d’accesso universali al mondo del lavoro. Questi hanno permesso infatti di gettare le basi, le fondamenta sulle quali continuare a costruire un profilo maggiormente definito e dedicato. Fondamentali sono stati corsi specialistici promossi da enti certificatori del mondo agroalimentare e per ultimo il Master di Alta Formazione Manageriale in Food Export Management offerto da questa scuola il quale ha reso unico il curriculum di studi per la sua esclusività nel titolo ma non solo. L’impronta distintiva del master è data dal fatto che al primo posto ci sono le persone: per i discenti è un continuum di interazione e cooperazione grazie all’esperienza dei docenti che rendono il percorso vero e pienamente concreto rendendo possibile un network solido ed energico. Questa sincerità ha fatto sì che il percorso terminasse uscendo di scena con un bagaglio in spalla ben assortito e completo poiché fatto di competenze che con immediatezza ed efficacia hanno potuto essere applicate. “

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